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6,23 milioni con il PSR per l’agricoltura ligure: bene, ma non per tutti


 La giunta regionale ha deliberato l’avvio della procedura per aprire un nuovo bando finalizzato al sostegno degli investimenti nelle imprese agricole, ora il Dirigente dovrà produrre un decreto contenente il Bando vero e proprio con tutte le indicazioni tecniche ed i termini di apertura e chiusura del bando.
Un criterio però è già stato definito dalla Giunta ed è la soglia minima di intervento che viene stabilita a 600.000 euro.
La scelta per quanto legittima ci lascia perplessi per diversi motivi:
Il primo di metodo, siamo stati chiamati a “discutere” di questa proposta ad un incontro tecnico, mentre nello stesso momento, la Delibera andava in Giunta, quindi senza alcuna possibilità che i nostri pareri qualunque fossero, potessero incidete sulla decisione, confermando che il confronto preventivo viene inteso come informazione a posteriori delle Organizzazioni agricole. Comportamento legittimo, ma non si dica in giro che le scelte vengono concordate.
Il secondo di merito: 600.000 euro di importo minimo a progetto , da spendere e rendicontare entro il 22 settembre prossimo, significa che gli investimenti sono belli e pronti, che sono cantierabili immediatamente e che i lavori partono (speriamo) il giorno dopo aver presentato la domanda.
L'importo è troppo alto per le piccole aziende. Molti agricoltori, soprattutto nelle aree interne e nelle micro-aziende familiari, non riescono ad accedere a questi contributi perché gli importi minimi da investire sono sproporzionati rispetto alle loro possibilità economiche.
Non si può parlare di sostegno al territorio se si escludono proprio le aziende più fragili e rappresentative del modello agricolo ligure
Comprendiamo ( anche se non condividiamo e lo abbiamo motivato) il tentativo di evitare di “non spendere” e restituire i soldi alla UE, ma temiamo che questa operazione, non sarà sufficiente perchè spendere 6,23 milioni vuol dire attivare investimenti per almeno 15 milioni ( contributo al 40%) che vanno anticipati dalle imprese.
Conoscendo i tempi attuali delle forniture, dei lavori anche strutturali, credo sia davvero molto difficile conseguire l’obbiettivo, il risultato rischia di produrre l’effetto che si vorrebbe evitare, con l’aggravante che se non si spende sui fondi di questa programmazione, la spesa transiterà sul budget della nuova con il risultato di non aver speso sul vecchio e di erodere il budget già limitato, del nuovo, a favore di un numero limitato di imprese sicuramente importanti e prestigiose, ma che certamente non rappresentano l’ossatura portante della nostra agricoltura.
La sostanza che a fine programmazione vengono al pettine i nodi che abbiamo ripetutamente denunciato: struttura insufficiente per risorse umane, procedure farraginose, che hanno portato ad avere tempi lunghissimi fra bando, domanda, rilascio autorizzazioni e possibilità di spendere. Esempio plastico: le domande del bando del 2024 sono in larga parte in attesa dei Nulla Osta !
Insomma l’idea è che si chiuda la stalla quando i buoi sono già fuori, noi ci impegneremo – come abbiamo sempre fatto - per cercare di evitare che non si spendano i denari del PSR, così utili a migliorare la produttività delle imprese agricole, ma non chiedeteci di essere d’accordo con metodi e modalità operative che riteniamo sbagliati e soprattutto inadeguati a dare davvero risposte al settore.
Stefano Roggerone - Presidente Cia Agricoltori Liguria



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